giovedì 12 marzo 2009

Pane tipo biovette


Questo pane è di facile e veloce esecuzione.
Io ho cambiato la forma originale dimezzando le pagnotte e trasformato il nome da "biova" in "biovetta".

Ingredienti:
500 g di farina 00
280 g di acqua leggermente tiepida
20 g di lievito di birra
20 g di strutto
10 g di malto d'orzo
8 g di sale

Preparazione:
Meglio se si usa un'impastatrice, altrimenti fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.
Lavorare e battere per 8-10 minuti, coprire e far lievitare 20 minuti.
Pesare l'impasto, dividerlo in 4 parti uguali, formare 4 palle e coprirle con un panno.



Prendere una palla per volta, spianarla col matterello in un rettangolo piuttosto sottile.

Arrotolare per il lato lungo.


Adagiare verticale rispetto a voi e fare una fettuccia lunga, larga circa 6 cm.




Arrotolare con tutte e due le mani perchè non si formino le punte.




Mettere a lievitare come da foto; in questo modo la lievitazione avverrà in senso orizzontale.


Aggiungi immagine
Coprire e far lievitare 30-40 minuti.



Sollevare delicatamente i pezzi, tagliarli a metà con una spatola.



Con una lama molto affilata incidere a circa 1 cm di profondità.



Infornare a 200-210°, in forno preriscaldato, per 25-30 minuti.





Dal libro: "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili



martedì 10 marzo 2009

Non so rinunciare a.....

Non so rinunciare a ........





Innanzitutto ringrazio Manu di .....profumi e colori ..... che mi ha passato questo inaspettato quanto gradito meme in nome di una nuova amicizia, trasferendomi, ahimè, l'arduo compito di dichiarare quali sono le 5 cose a cui non saprei rinunciare.
Solo 5???? :-)))))
Devo dire che è alquanto complicato, ma cercherò di stringere all'osso e vedere se vien fuori qualcosa di buono....:-)
A parte la mia famiglia che è scontatissimo...
1 - ai miei occhiali, sia da sole, che devo usare spesso anche d'inverno perchè ho gli occhi azzurri, quindi sensibili, che da vista di cui non ho sempre bisogno, ma se non ho quelli...chi ci riesce a leggere se intorno e davanti a me gira tutto??? :-)))
2 - al mio pc che accendo la mattina appena sveglia per controllare cos'è successo durante la mia assenza notturna; :-)
3 - alla mia macchinetta digitale che immortala tutti i miei momenti più belli;
4 - ai miei esperimenti in cucina che faccio con tanto amore e mi danno tanta soddisfazione;
5 - ad andare in piscina due volte a settimana.
E, visto che questo è il premio per le nuove amicizie, io passo la staffetta a:
briossa di Chiacchiere e Pasticci;
marsettina di Sempre in cucina con allegria;
SUSY di Cucinare con me;
Tutte e tre amiche mie di vecchia data, ma, come me, nuove del giro. :-) Desidero quindi che vengano conosciute in quanto lo meritano ;-)
Tortino al cioccolato perchè mi sono appena accorta che aveva gentilmente commentato il mio pane alla zucca senza ricevere nessuna risposta da parte mia e mi dispiace molto;
katty di la buona cucina di Katty
Perchè sono nuove anche loro ;-)
State in campana, ragazze, che sto arrivando per le consegne.
Non spaventatevi, dato l'orario, non è la Befana...sono io. Shhhhhh!!!
Manuuuuuuu grazie ancoraaaaaaa!!!!
Smackete!! :-)

lunedì 9 marzo 2009

Ravioli al topinambur in fonduta di Asiago con nocciole tostate


Topinambur, questo sconosciuto.

Il Topinambur è un tubero originario dall'America Settentrionale, introdotto in Europa nel sec. XVI come curiosità botamica. E' ricco di inulina, una particolare fibra altamente solubile ed è il migliore alleato alimentare dei diabetici. Contrasta la ritenzione idrica, contiene le vitamine del gruppo B e grazie al contenuto della fibra solubile, le pochissime calorie, sono ancora meno assorbite dall’organismo, per cui, se consumato senza condimenti pesanti è ideale nelle diete dimagranti. La polpa è carnosa e bianca, di sapore delicato, vagamente simile al carciofo, di cui è un buon sostituto. (Notizie dal Web)

Ingredienti per i ravioli:
300 g di farina
3 uova medie
1 cucchiaio di olio
500 g di topinambur
30 g di parmigiano grattugiato
1 albume
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale e pepe
Ingredienti per la fonduta di Asiago:
100 g di formaggio Asiago dop
100 g di panna fresca
50 g di latte
20 g di burro
1 cucchiaino di Maizena
1 pizzico di sale
30 g di nocciole tostate
Preparazione:
Mondare ed affettare i topinabur.
In un tegame far imbiondire uno spicchio di aglio in poco olio; toglierlo, aggiungere le fettine di topinambur, salare, unire un po' d'acqua e far brasare.
Quasi a fine cottura, aggiungere un po' di pepe a mulinella ed il prezzemolo.
Togliere dal fuoco, tritare grossolanamente con una forcetta e lasciar raffreddare.

Nel frattempo preparare la pasta e lasciarla riposare una mezz'oretta coperta da un panno.
Aggiungere l'albume ed il formaggio grattugiato alla purea di topinambur e riporlo in frigo intanto che si stende la pasta.
Disporre il ripieno sulla sfoglia sottosante,


ricoprire con dell'altra sfoglia di egual misura, e tagliare i ravioli con l'apposita rotellina a zig-zag (io ho usato il mio nuovo "giocattolino").



Metterli ad asciugare un'ora prima di bollirli.


Per la fonduta di Asiago:
Mettere in un pentolino, sul fuoco, la panna, il latte ed il burro e farli bollire.
Togliere ed aggiungere il formaggio tagliato a fettine sottilissime (io ho usato la grattugia con i buchi larghissimi) fino al completo scioglimento.
Aggiungere un cucchiaino raso di maizena sciolta in un cucchiaino di latte, rimettere sul fuoco ed addensare leggermente.
Aggiustare di sale.
Condire i ravioli con un po' di fonduta, impiattarli, cospargerli con dell'altra fonduta e con granella di nocciole tostate.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta:

sabato 7 marzo 2009

Un sogno diventato realtà!


Eh già, chi ama l'arte della panificazione casalinga e dei lievitati in generale come me, può capire come mi sia sentita martedì sera quando la mia maestra di cucina, Maria Grazia Calò, mi ha telefonato a casa per invitarmi, l'indomani, ad una lezione tenuta, nientepopodimeno, dalle mitiche sorelle Simili.

La gioia in quel preciso momento è salita fino alla punta più estrema dei capelli: non ci stavo più nella pelle.
Dire che ero eccitata come una bambina alla conquista del sospirato gioco preferito è riduttivo.
Molto, molto di più! :-)

Valeria e Margherita, gemelle, "Simili" solo nel cognome, sono due donne dalla tempra d'acciaio, alla loro età impastano a mano meglio del Kenwood.
La loro simpatia è coinvolgente per non parlare dei loro battibecchi che sembrano delle vere e proprie scenette di cabaret.
Ma la cosa che più mi ha stupita è il loro essere cordiali con la gente, come se conoscessero tutti da sempre.

Da anni eseguo con successo le loro ricette ed il coronamento di questa mia passione è stato poterle incontrare, parlarci assieme e, soprattutto, mettere "le mani in pasta" con loro.


Proprio così!!! HO IMPASTATO CON LE MITICHE SORELLE!!!

Il cuore mi scoppiava di felicità al suono delle loro voci quando si complimentavano con me per come impastavo....loro...a me????
Ommioddio che soddisfazioneee!!!
Era musica per le mie orecchie!! :-)

A questo punto ho preso il via e, dato che ormai siamo "pappa e ciccia" e ci diamo del tu, :-) alla prima opportunità che mi si presenterà di rivederle, non mancherò di sicuro. ;-)
A tal proposito, penso proprio che il 21 e il 22 marzo sarò ad Arese alle loro lezioni presso la scuola di cucina "Casa di Mele".

Ringrazio:

- Maria Grazia Calò, persona splendida e sempre disponibile, per l'impagabile opportunità che mi ha dato

- I titolari del Mulino Rachello e l'Associazione "Tavola Veneta" di cui sono stata ospite

- Valeria e Margherita Simili per avermi, inoltre, autografato con dedica i miei vissutissimi libri che, d'ora in poi, saranno ancora più preziosi.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...